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Nota sui lavori parlamentari settimana dal 27 al 30 Aprile – Titti Di Salvo

Nota sui lavori parlamentari settimana dal 27 al 30 Aprile

By April 30, 2015 Lavoro parlamentare

Premessa

Nella settimana la Camera ha discusso e votato soltanto la nuova legge elettorale, l’Italicum: in terza lettura, ad un anno e mezzo dalla sentenza della Corte Costituzionale che aveva chiesto il cambiamento del Porcellum e ad un anno dalla prima lettura.

Il voto finale avverrà la prossima settimana dopo che in questa è stata posto il voto di fiducia.

Ed è sul voto di fiducia che si è concentrata la discussione politica: sulla sua legittimità costituzionale e politica.

Alle accuse rivolte di illegittimità costituzionale e regolamentare ha risposto in aula la Presidente della Camera certificando ai sensi del regolamento della Camera e della Costituzione l’utilizzo della fiducia.

Sulla legittimità politica poi la discussione più aspra è avvenuta dentro il partito democratico fino a provocare da parte di 37 deputati la scelta di negare la fiducia al governo presieduto dal segretario del Partito Democratico.

Una scelta molto grave compiuta da importanti dirigenti del Pd che ha provocato la rottura politica della stessa minoranza.

Per riportare la discussione alla realtà dei fatti è utile ricordare poi a chi dice che mai è stata apposta la fiducia sulla legge elettorale che dal 1946 ad oggi, questa è solo la quinta volta che il parlamento vota una legge elettorale. A voto palese nel ’48, ’53 e ’93, una volta con fiducia. Solo il Porcellum con voto segreto. Quella volta della fiducia De Gasperi usò parole molto attuali:

“Siamo intervenuti con una impostazione di fiducia perché ci trovavamo dinanzi, non ad un rallentamento della macchina, ma già al sabotaggio, all’insabbiamento della macchina. E noi non avevamo altra alternativa, onorevoli colleghi, tranne la resa senza condizioni innanzi all’abuso del regolamento, innanzi alla negazione del principio, che è fondamentale per la convivenza tra maggioranza e minoranza, e cioè che la minoranza ha diritto alla critica e la maggioranza ha diritto alla decisione”. Alcide De Gasperi, 17 gennaio 1953.

I contenuti dell’Italicum li abbiamo già commentati più volte nelle Note precedenti, così come il contesto che li ha prodotti e i cambiamenti migliorativi apportati rispetto all’impostazione iniziale: 1-applicazione norma antidiscriminatoria per la definizione dei capilista bloccati, alternanza di genere nelle liste, doppia preferenza uomo/donna 2 -soglia di sbarramento per l’ingresso in Parlamento abbassata dall’8 al 3 per cento 3 – innalzamento dal 37,5 al 40 per cento della soglia per l’attribuzione del premio di maggioranza.

Così come più volte abbiamo commentato il giudizio di fascismo dedicato da Brunetta allo stesso testo dell’Italicum che il suo omologo al Senato, Romani, aveva definito una legge di portata storica alla sua approvazione in seconda lettura al Senato.

Certo la legge elettorale perfetta non esiste. Esisteva ed esiste al contrario la responsabilità del partito più grande, il Pd, di realizzare quelle riforme istituzionali chieste dalla Corte Costituzionale, dal buon senso e dai cittadini da lunghissimi anni. E poi di chiudere questa pagina per concentrare l’azione di governo sui problemi dell’Italia, perché il paese esca dalla crisi più moderno ma anche più equo e solidale. E moltissimo c’è ancora da fare.

Il partito democratico dovrà guidare questo processo e la fase futura e lo dovrà fare lasciandosi alle spalle le rotture, ricostruendo le ragioni dell’unità.

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