Nota sui lavori parlamentari settimana dal 9 al 13 Marzo

By March 13, 2015 Lavoro parlamentare

Premessa

Questa settimana alla Camera si è concluso l’iter della seconda lettura della Riforma costituzionale: questa volta con la partecipazione di tutta l’opposizione rientrata in aula, tranne il M5stelle, dopo l’Aventino delle fasi precedenti.

L’iter proseguirà al Senato che dovrà eventualmente modificare soltanto le parti cambiate dagli emendamenti approvati alla Camera. Quindi sono ormai definite in modo certo – perché parti del disegno di legge non modificate alla Camera nella seconda lettura e quindi definitive – la composizione del nuovo Senato, il superamento del bicameralismo perfetto, la revisione del Titolo V,  la riduzione del numero dei parlamentari: l’ossatura cioè della Riforma.

I suoi critici più severi sostengono che l’insieme della riforma costituzionale e di quella elettorale (Italicum) mettono in pericolo la democrazia e riducono il potere dei cittadini. Non mi sento di condividere tale giudizio. La democrazia è messa a rischio esattamente dal cattivo funzionamento delle istituzioni, dalla loro inefficacia, dalla incapacità di decidere e scegliere. Argomenti questi ultimi e giudizi sull’esistente che sono stati alla base per molti anni delle molte proposte – a sinistra -e dei tentativi non riusciti -non solo a sinistra- di riforma istituzionale: dalla Bicamerale al programma del Lingotto e di Italia Bene Comune. Dalla riforma votata alla Camera al contrario esce un assetto parlamentare più europeo e un rapporto stato regioni più equo che avrà il giudizio finale dei cittadini attraverso il Referendum.

Inoltre non vedo in che modo l’inserimento delle preferenze nell’Italicum come unica modalità per la scelta dei parlamentari (oggi la modalità è mista, capilista “bloccati” e preferenze) potrebbe portare un cambiamento positivo all’insieme del sistema, (riforma istituzionale e legge elettorale) alla luce dell’esperienza recente e antica.

Da sottolineare il voto contrario alla Riforma che Forza Italia ha espresso in aula, segno della crisi irrimediabile che l’attraversa : i contenuti principali della Riforma erano quelli concordati con la maggioranza secondo quel “patto del Nazzareno” che per l’appunto riguardava le regole e non certo l’elezione del Presidente della Repubblica.

Alla Camera nella settimana si è votato:

  • Riforma costituzionale
  • Disegno di legge sul sistema bancario e gli investimenti
  • Mozione sul gioco d’azzardo

Disegno di legge costituzionale: Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione

Ecco alcune delle modifiche principali:

Bicameralismo abolito. La funzione legislativa non sarà esercitata più collettivamente dalle due Camere così come previsto dall’articolo 70 della Costituzione, sarà appannaggio della sola Camera dei deputati escluso alcune materie (come le leggi di revisione costituzionale) su cui dovrà intervenire anche il Senato. Anche il voto di fiducia all’esecutivo spetterà solo alla Camera e il Senato non potrà più concedere amnistia e indulto. Come nell’attuale testo costituzionale i membri del Parlamento eserciteranno le loro funzioni “senza vincolo di mandato”.

  • Senato dei 100 Si crea un Senato con poteri limitati e composto solo da 100 membri (95 più i 5 di nomina presidenziale). I nuovi senatori saranno scelti dai Consigli regionali e dai Consigli delle Province autonome di Trento e Bolzano. Inoltre ciascuna Regione eleggerà un senatore tra i sindaci dei rispettivi territori.
  • Equilibrio della rappresentanza tra donne e uomini. Con le modifiche all’art. 55 e all’art.122 si prevede l’equilibrio della rappresentanza tra i principi cui devono ispirarsi le leggi elettorali per le elezioni politiche e quelle regionali.
  • Si alza il quorum per l’elezione del capo dello stato. Si mantiene invariata la platea dei Grandi Elettori che sarà composta dal Parlamento in seduta comune, ma non ci saranno più i delegati regionali. La Camera ha cambiato i quorum fissati dal Senato: occorreranno i 2/3 dell’Assemblea nei primi tre scrutini; dal quarto scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei 3/5 dell’Assemblea, mentre dal settimo i 3/5 dei votanti. Modifiche anche all’articolo che riguarda il rinvio delle leggi da parte del Quirinale: il presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione, ma non su specifiche disposizioni della legge, come previsto invece dal testo uscito da Palazzo Madama.
  • Provincie abolite, più competenze allo Stato che potrà anche commissariare regioni ed enti locali in caso di grave dissesto finanziario Lo Stato, inoltre, potrà esercitare una “clausola di supremazia” verso le Regioni a tutela dell’unità della Repubblica e dell’interesse nazionale
  • Iter legislativo Cambia l’articolo 72 della Costituzione con l’introduzione di una corsia preferenziale per i disegni di legge del governo che può chiedere che la Camera si pronunci entro 60 giorni. Escluse da questo iter le leggi bicamerali, le leggi elettorali, la ratifica dei trattati internazionali, le leggi che richiedono maggioranze qualificate
  • Referendum Le firme necessarie per chiedere un referendum abrogativo restano 500mila, con il quorum per la validità della consultazione posto al 50% più uno degli elettori (come è adesso). In caso si arrivi a 800mila firme, invece, il quorum si abbassa: sarà sufficiente che vada a votare la metà più uno dei votanti delle ultime elezioni politiche. Sono introdotti i referendum propositivi e d’indirizzo. Per presentare una legge di iniziativa popolare bisognerà raccogliere 150mila firme.
  • Legge elettorale Si introduce in Costituzione il giudizio preventivo della Corte costituzionale sulle leggi elettorali
  • Stato di guerra. Cambia il quorum per deliberare lo stato di guerra non sarà più sufficiente la maggioranza semplice della sola Camera dei deputati ma servirà la maggioranza assoluta dei componenti.
  • Stipendi e rimborsi regionali Ai senatori non spetteranno le indennità parlamentari, che invece saranno appannaggio dei soli deputati. Soppresso il Cnel e previsto un tetto agli stipendi di Presidente e consiglieri regionali, che non può essere superiore a quello dei sindaci dei capoluoghi di Regione.

Disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 3 del 2015: Misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti (A.C. 2844-A)

Il provvedimento nasce dall’esigenza di semplificare, sburocratizzare e migliorare il sistema bancario e degli investimenti. Molte le novità introdotte: la definizione di piccole e medie imprese innovative, che potranno accedere ad alcune semplificazioni, agevolazioni ed incentivi attualmente riservati solo alle start-up innovative; una modifica significativa per quanto riguarda la raccolta di capitali mediante offerte condotte su portali on line; viene istituita una modalità alternativa rispetto all’ordinaria disciplina civilistico-finanziaria per la sottoscrizione e la circolazione di quote di start-up per piccole e medie imprese innovative costituite in Srl. Si modifica il cosiddetto patent box, cioè il regime opzionale di tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo e dalla cessione delle opere dell’ingegno: il regime che è stato introdotto nella legge di stabilità qui viene ampliato, consentendo alle imprese che fanno opere dell’ingegno di poter mettere sotto regime di patent box anche le attività di valorizzazione della proprietà intellettuale gestite e sviluppate in out sourcing o con le società del proprio gruppo. Infine sulla portabilità dei conti correnti si prevede che istituti bancari prestatori di servizi di pagamento, in caso di trasferimento in un conto di pagamento, sono tenuti a darvi atto senza oneri o spese di portabilità a carico del cliente. Inoltre si chiarisce la situazione delle banche popolari che dovranno trasformarsi in Spa. Sette delle dieci banche popolari attualmente sono già quotate in borsa; l’unico elemento che resta di queste banche del vecchio modello cooperativo di tipo solidaristico, è il voto capitario, che appare oggi anacronistico per istituti cresciuti in modo così ampio. Si tratta di banche molto lontane dagli originari istituti di tipo locale, molto più simili alle banche Spa e pertanto c’è bisogno di maggiore trasparenza.

Mozioni Mantero ed altri n. 1-00594, Binetti ed altri n. 1-00702, Rondini ed altri n. 1-00703, Nicchi ed altri n. 1-00706, Palese n. 1-00707, Garavini ed altri n. 1-00710, Vargiu ed altri n. 1-00715, Rampelli ed altri n. 1-00736 e Di Lello ed altri n. 1-00759: Iniziative per il contrasto del gioco d’azzardo

Negli ultimi anni il gioco d’azzardo ha avuto un incremento preoccupante, si è passati da 15 miliardi a 90 miliardi in poco meno di sette anni. Questo vuol dire che il 12 per cento del costo della spesa media di ogni famiglia viene buttato in gioco d’azzardo. Ma questa spesa allo stato non conviene. Si è calcolato che se le entrate sono mediamente di 8 miliardi l’anno, le spese per le cure per i soggetti malati di gioco d’azzardo patologico (GAP) e per la prevenzione si aggiri attorno a 5 – 6 miliardi annui. Per questo con la mozione si chiede di proseguire l’impegno del Governo contro il gioco d’azzardo con limiti restrittivi severi, che ridimensionino l’offerta di slot machine il cui numero è esploso negli ultimi anni; prevedendo un divieto di accesso stringente per i minori; con parametri più stringenti e limitativi anche sulla pubblicità; inoltre, misure che siano finalizzate a contrastare il fenomeno del riciclaggio, visto che molto frequentemente il gioco d’azzardo viene utilizzato come strumento di «lavaggio» di denaro sporco.

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