Nota sui lavori parlamentari settimana dal 7 all’11 Novembre

By November 12, 2016Lavoro parlamentare

Premessa

Questa settimana la Camera ha votato una mozione sul settore delle cooperative e una sulle iniziative in ambito europeo ed internazionale in relazione alla situazione in Siria. Il Governo ha poi illustrato in aula le misure prese in seguito al terremoto del centro Italia. Più avanti il dettaglio.
E’ stata poi ricordata in aula la figura di Tina Anselmi, straordinaria donna testimone della buona politica, scomparsa lo scorso 31 Ottobre.
Da partigiana ha combattuto il nazifascismo, da sindacalista si è spesa in difesa dei diritti delle operaie e delle insegnanti, in parlamento e come prima donna Ministra ha proseguito il suo impegno per le donne, convinta che quando le donne ottengono dei cambiamenti, questi sono miglioramenti per tutta la società. Si è battuta per la riforma del diritto di famiglia, per la parità salariale fra uomini e donne e per la salute pubblica. I suoi valori di coerenza e libertà politica hanno fatto si che venisse nominata a capo della commissione di inchiesta poteri occulti della massoneria deviata e della P2. Con coraggio, determinazione e l’estrema fedeltà nelle istituzione e pagando un prezzo personale e politico molto alto, portò alla luce uno spaccato inquietante di inquinamento della politica italiana, una vera minaccia per le nostre istituzioni. Nelle sue parole si rispecchiano i valori della nostra Costituzione: giustizia, rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne, pace. Un esempio per tutti: non solo noi donne, ma per il Paese intero che le deve gratitudine e riconoscenza.

Mozione Ciprini ed altri n. 1-01309 concernente iniziative relative al settore delle cooperative

Il valore sociale della cooperazione ha trovato un riconoscimento nella Costituzione repubblicana, nella quale risulta fondamentale la tutela dei diritti sociali e il ruolo di rilievo delle classi lavoratrici nella vita politica e sociale della nazione. In questo contesto si inseriscono il riconoscimento e il valore sociale della cooperazione e il dovere da parte dello Stato di promuovere e favorire l’incremento, assicurandone il carattere e le finalità, come espresso dall’articolo 45. Il significato della cooperazione non ha solo un fondamento di carattere sociale, bensì rappresenta una realtà fondamentale per l’economia italiana. Il modello cooperativo rileva la sua efficienza sia in grandi aziende che in piccole imprese diffuse su tutto il territorio nazionale e operanti nei mercati più diversi.  Dai dati di Euricse risulta che l’economia cooperativa italiana, cioè l’insieme delle cooperative e di consorzi e altre imprese a controllo cooperativo hanno chiuso il 2014 con un valore aggiunto di 31 miliardi di euro. Dipingere questa realtà economica e sociale come si trattasse di un luogo dove prevale il malaffare, la corruzione, la collusione tra politica ed economia, non solo non corrisponde al vero, ma rappresenta un’inaccettabile offesa per i milioni di cooperatori, di lavoratori che hanno trovato nella forma cooperativa una risposta al bisogno di lavoro, che partecipano e concorrono a realizzare un progetto dove sempre deve essere evidente l’utilità sociale, come ci ricorda l’articolo 41 della Costituzione, che riconosce l’iniziativa economica privata libera e aggiunge che non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale. Con questa mozione si chiede al Governo un impegno su otto punti, volti a raccordare i soggetti pubblici deputati a svolgere il controllo mutualistico nei confronti delle cooperative; volti alla costituzione di appositi organismi paritetici con le associazioni cooperative per l’attività di ispezione e messa a punto di appositi protocolli operativi; volti alla definizione di programmi di revisione che abbiano per oggetto prioritario le cooperative che non siano state sottoposte da lungo tempo alla revisione, come richiamavo prima; per rispondere e rilanciare lo strumento dell’autocertificazione o, ancora meglio, della dichiarazione sostitutiva attualmente disciplinato all’articolo 6 del citato decreto n. 220 del 2002; per modernizzare le metodologie ispettive attraverso procedure informatiche più efficienti e la condivisione delle banche dati, al fine di favorire la costruzione delle basi informative a supporto dei processi revisionali; verifica della congruità, alla luce dell’evoluzione del fenomeno cooperativo, dei requisiti dimensionali; rafforzamento della partecipazione dei soci ai processi decisionali, per assicurare la regolarità dell’erogazione delle risorse finanziarie necessarie alla gestione delle attività ispettive del Ministero dello sviluppo economico.

Mozioni Lupi, Rosato ed altri n. 1-01419 e Vargiu ed altri n. 1-01420 concernenti iniziative in ambito europeo e internazionale in relazione alla situazione in Siria, con particolare riferimento all’emergenza umanitaria e alla condizione dei bambini nella città di Aleppo

Nel destino di Aleppo c’è il destino della civiltà contemporanea, che rischia di perdere se stessa, se si dimostra incapace di custodire il suo passato, un passato di convivenza e di tolleranza e al tempo stesso incapace di proteggere e costruire il proprio futuro, incarnato purtroppo dalla serenità e dalla spensieratezza perdute per molti, perdute per sempre, delle bambine e dei bambini di Aleppo, cui viene negata per sempre la stessa infanzia. Quella che si combatte ad Aleppo è una guerra civile, ma non è solo una guerra civile, visto il ruolo significativo che svolgono su quel teatro potenze regionali ed extra regionali, quelle che un tempo abbiamo chiamato superpotenze. Le condizioni per il superamento della situazione attuale non sono dunque solo in Siria. Non sono in Siria, ma sono fuori dalla Siria e questo interpella in modo stringente la nostra responsabilità, prima di tutto di cittadini italiani e di fondatori dell’Unione europea, e interpella l’Unione europea. Proprio questo è il senso dell’atto parlamentare che ci votato: assumersi responsabilità, sia sul piano umanitario, che su quello politico, sia sul piano di un coinvolgimento rinnovato della società civile italiana e internazionale, delle organizzazioni non governative, sia su quello della diplomazia e delle istituzioni internazionali, a cominciare appunto dall’Unione europea, il continente della pace. Occorre proteggere i diritti delle donne, delle bambine e dei bambini, delle bambine a non vedersi la vita segnata da matrimoni obbligati e precoci. Nel Medio Oriente, in Siria, in Iraq e in Libia non si stanno combattendo due superpotenze, né tanto meno si stanno combattendo due religioni o due civiltà; si stanno ridefinendo equilibri politici. Ed ecco che l’Italia, con la sua storia, la sua tradizione, ma anche la sua credibilità in decenni di politica estera europea mediorientale, potrà svolgere un ruolo assolutamente importante per riportare pace, sicurezza e serenità nelle strade di Aleppo e di tutta la Siria.

Informativa urgente del Presidente del Consiglio dei ministri sui recenti eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia

All’apprezzamento per la gestione della prima fase dell’emergenza dimostrata dalla Protezione civile, dai vigili del fuoco, dalle forze di polizia, dagli amministratori locali, dai tanti volontari, dalle associazioni che rendono concreta e viva la pratica di quel dovere di solidarietà economica, politica e sociale scritto nell’articolo 2 della nostra Costituzione e all’ ammirazione per la capacità di essere e di rimanere comunità delle popolazioni colpite dal sisma, si unisce oggi un impegno importante per la ricostruzione dei luoghi colpiti. In molti casi piccoli borghi intrisi di storia, cultura, capitale umano e sociale che rappresentano la nervatura del nostro Paese e che vogliono reagire insieme al durissimo colpo subìto. Lo stiamo facendo con i primi provvedimenti già assunti dalla Protezione civile e dal Commissario per la ricostruzione, con i decreti-legge che il Governo ha adottato e che come Parlamento siamo impegnati ad approvare con tempestività e cura. L’esperienza nella gestione delle molte, troppe calamità che hanno colpito il nostro Paese ci ha permesso di costruire in questa occasione per la prima volta un quadro organico di risposte che tiene insieme interventi per la ricostruzione delle abitazioni distrutte, delle infrastrutture, per mantenere e incentivare le attività economiche, per assicurare che il patrimonio culturale e artistico che ne ha fatto la storia possa continuare a rappresentare il futuro di quelle comunità. Sappiamo di poter contare sulla certezza delle risorse, sulla chiarezza dei tempi delle procedure e sulla capacità che il Governo e il commissario Errani fin dall’inizio stanno mettendo in campo nel coinvolgere le istituzioni di quei territori, le regioni e i comuni, a cui spetta la responsabilità enorme di guidare e sostenere le proprie comunità in questo difficile ed eccezionale frangente. Le spese per l’emergenza della ricostruzione debbono stare fuori dei vincoli europei, allo stesso tempo crediamo sia necessario costituire a livello europeo un impegno per accompagnare il lavoro che l’Italia sta facendo sulla prevenzione, sulla messa in sicurezza del territorio e del suo patrimonio pubblico e privato proprio a partire dalle scuole. Il Governo ha già messo in campo, e non da oggi, un impegno chiaro su questo fronte: la prevenzione del dissesto idro-geologico, gli interventi sulle periferie e sulle scuole, le misure per la riqualificazione edilizia, gli strumenti dell’ecobonus, del sisma-bonus che questo disegno di legge di bilancio rafforza e stabilizza. Aver chiamato questo ambizioso programma «Casa Italia» ha un senso profondo e un respiro che non investe i prossimi anni ma le prossime generazioni.

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