Nota sui lavori parlamentari settimana dal 9 al 13 Gennaio 

By January 14, 2017Lavoro parlamentare

 

Premessa

Nella settimana la Camera ha approvato alcune ratifiche, una mozione sul sistema bancario e una proposta di legge sulla tutela della minoranza linguistica ladina nella provincia di Bolzano.

Sempre in questa settimana la Corte Costituzionale si è espressa sull’ammissibilità  dei referendum della Cgil: non è stato ammesso quello sull’art. 18. Ammesso invece il referendum sui voucher e quello sulla responsabilità dell’appaltante e dell’appaltatore nei confronti dei lavoratori. Difronte ai tanti commenti sull’argomento serve ricordare che la Corte è l’organo di garanzia costituzionale e si esprime sulla conformità alla Costituzione dei temi che le vengono sottoposti, in questo caso dell’ammissibilità dei referendum in conformità all’art.75 della Costituzione. Non certo sul contenuto dei quesiti referendari.

Per questo stridono quei commenti che di fronte alla sentenza della Corte hanno parlato di sentenza politica. Non si tratta di aspettare le motivazioni della sentenza: tenere fuori dalla polemica politica gli organi di garanzia non è mai banale, tutt’altro. E’ la condizione per la salvaguardia della democrazia.

L’eccesso di polemica politica è legata naturalmente al rapporto tra tenuta dei referendum e data delle elezioni e anche su questo qualche precisazione va fatta parlando in questo caso del contenuto dei quesiti ammessi.

– I voucher sono stati introdotti nel 2003. Successivamente più interventi normativi hanno esteso a tutti i settori il loro utilizzo e eliminato l’occasionalità che era la condizione per poterli usare (governo Monti, governo Letta).

– Nel Jobs act, a differenza della disinvoltura disinformata con cui si attribuisce la paternità dei voucher proprio al Jobs act, si inverte la direzione di marcia: ne viene vietato l’utilizzo negli appalti. Nel decreto correttivo di ottobre 2016 poi vengono definiti primi interventi per verificarne gli abusi: si rende tracciabile il loro utilizzo attraverso l’obbligo dell’invio della comunicazione all’INPS almeno un’ora prima dell’utilizzo e si definisce un monitoraggio il cui esito conosceremo all’inizio di febbraio

–  L’aumento straordinario del numero di voucher venduti va appunto indagato anche se delle ragioni sono evidenti: i voucher hanno sostituito anche contratti di collaborazione eliminati dal jobs act.

– La filosofia del Jobs  act è quella di puntare al lavoro stabile a tempo indeterminato. Questa la ragione del superamento dei contratti di collaborazione “finti”. Esattamente il contrario della precarietà assoluta del voucher.

– E’ quindi interesse prima di tutto nostro, del Partito Democratico eliminare gli abusi e ricondurre i voucher alla loro funzione di strumento per far emergere dal nero i lavori occasionali. Indipendentemente dal referendum della Cgil. Sarà poi la Cassazione a dire se le soluzioni trovate dal parlamento alla luce del risultati del monitoraggio saranno utili a risolvere i quesiti referendari. Ma l’ordine dei fattori è questo: i voucher usati al posto di altri contratti non vanno bene a noi perché sono il contrario della nostra idea di qualità del lavoro e quindi noi vogliamo intervenire. Se le elezioni politiche in tempi ravvicinati non consentissero di intervenire la loro modifica farà parte del nostro programma elettorale.

– La legittimità dei referendum è ovvia. Non così ovvio affidare i temi del lavoro ad un referendum piuttosto che alla contrattazione e al confronto tra le parti.

– Il rapporto tra rappresentanza politica e sindacato è un tema molto serio. Il passato ci aiuta molto poco ad affrontarlo: perché è straordinariamente cambiato il lavoro e altrettanto le forme della politica. Il confronto recente sulle pensioni però è un punto di riferimento: la democrazia ha bisogno che il sindacato faccia la sua parte e rifletta anche sulla sua necessità di cambiamento (a me colpisce moltissimo il grandissimo numero di lavoratrici e lavoratori anche dipendenti  che si costituisce in associazioni per auto-rappresentarsi) e che la politica ascolti e rappresenti il mondo del lavoro assumendosi la responsabilità delle scelte.

Ratifiche

Sono stati approvati i seguenti disegni di legge di ratifica:

Ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione nel settore della difesa tra il Governo della Repubblica italiana e l’Esecutivo della Repubblica dell’Angola, fatto a Roma il 19 novembre 2013 (A.C. 3946); Ratifica ed esecuzione dell’Accordo sulla cooperazione e mutua assistenza amministrativa in materia doganale tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica socialista del Vietnam, fatto a Hanoi il 6 novembre 2015 (A.C. 4039); Ratifica ed esecuzione del Protocollo al Trattato del Nord Atlantico sull’adesione del Montenegro, fatto a Bruxelles il 19 maggio 2016 (A.C. 4108)

Mozioni Brunetta ed altri n. 1-01452, Rosato ed altri n. 1-01456 e Paglia ed altri n. 1-01457 concernenti iniziative in relazione alla crisi del sistema bancario

L’azione politica del Partito Democratico è stata improntata verso due direzioni in questi ultimi anni: la tutela del risparmio e la maggiore solidità del sistema bancario italiano che sono le due facce della stessa medaglia, quella della stabilità finanziaria, che è una condizione necessaria per lo sviluppo e la crescita economica di ogni Paese. Per raggiungerla gli obiettivi sono chiari: primo punto, prevenzione e contrasto delle condotte scorrette da parte degli amministratori delle banche, eventualmente, rinforzando i presidi normativi e regolamentari; secondo, impedire il collocamento degli strumenti più rischiosi presso i clienti al dettaglio; terzo, promuovere l’educazione finanziaria e ottenere una piena e consapevole informazione dei risparmiatori; quarto, assicurare il più alto grado di tutela dei risparmiatori nei procedimenti di ricapitalizzazione precauzionale da parte dello Stato, attraverso procedure chiare e comprensibili; in ultimo la revisione del regime del bail-in. Inoltre bisogna completare l’Unione bancaria europea, creando il fondo della tutela dei depositi e, in ultimo, occorre il rafforzamento patrimoniale delle banche italiane mediante interventi di ricapitalizzazione a scopo precauzionale. Per completare l’azione legislativa nel modo più puntuale ed efficace, serve fare maggiore chiarezza sul passato. Per questa ragione, con la mozione si chiede di adottare ogni iniziativa utile volta all’istituzione di una Commissione parlamentare bicamerale di inchiesta in merito al funzionamento del sistema bancario italiano e ai casi di crisi finanziaria che hanno coinvolto alcuni istituti negli ultimi anni, con particolare riguardo alla individuazione delle eventuali responsabilità degli amministratori, al corretto ed efficace esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo, nonché all’analisi delle insolvenze che hanno contribuito a determinare tali crisi.

Proposta di legge costituzionale: Alfreider ed altri: Modifiche allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige in materia di tutela della minoranza linguistica ladina della provincia di Bolzano (A.C. 56-A)

L’obiettivo della legge riguarda lo sforzo di superare alcune disuguaglianze e discriminazioni che erano presenti nei confronti del gruppo linguistico ladino, valorizzando al meglio i diritti di tutti e, in particolare, i diritti delle minoranze. È chiaro che quando si tutelano i diritti dell’uno bisogna stare attenti ai diritti dell’altro ma in questo caso non stiamo solo tutelando diritti di persone; quando parliamo di diritti di una minoranza, parliamo di diritti umani in generale, parliamo dei diritti di tutti perché c’è un interesse collettivo, un interesse generale ad avere una società plurale, ricca di identità, di lingue e di culture diverse. Noi vogliamo intervenire a tutela delle minoranze non come oggetto della nostra azione politica ma riconoscendo la loro soggettività. Per noi minoranza vuol dire il riconoscimento dell’autonomia, rendere le comunità protagoniste e non a caso questo provvedimento di legge va a incidere sulla rappresentanza e sulla possibilità di partecipare al governo delle comunità. Questo è l’elemento cruciale, non solo considerare oggetto di cura ma considerare soggetto positivo.

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