Nota sui lavori parlamentari settimana dall’8 al 12 Maggio

By May 13, 2017Lavoro parlamentare

Premessa

Questa settimana la Camera ha votato: una mozione sull’intelligenza artificiale; una sull’identificazione dei migranti morti nel mediterraneo; una sul fiscal compact; un disegno di legge sull’amministrazione delle grandi imprese in stato di insolvenza e alcune ratifiche.

Anche questa settimana è continuata la paradossale discussione sui vaccini. Paradossale perché trainata nella polemica politica dalla querelle antiscientifica che il M5S conduce in prima persona.
Alessandro Di Battista durante la trasmissione “Piazza Pulita”, ha risposto al giornalista che lo incalzava che quello che vorrebbe il M5S è che i vaccini fossero gratuiti.
I vaccini sono gratuiti già da molto tempo. Sia quelli obbligatori che quelli raccomandati, con qualche variazione da regione a regione. Da gennaio 2017 con il Piano Nazionale Vaccini (PNV) definito con la legge di bilancio del governo Renzi, la gratuità dei vaccini, sia quelli obbligatori che quelli facoltativi, è totale e ne è stata ampliata la gamma, ad esempio al vaccino contro il papilloma virus responsabile del tumore all’utero e ai genitali maschili. In Italia comincia ad esserci una vera e propria emergenza, perché negli ultimi anni crescono vertiginosamente malattie come il morbillo in corrispondenza al calo drastico delle vaccinazioni, causato da notizie false, bufale, “dicerie” diffuse e enfatizzate anche a livello istituzionale dal Movimento 5 Stelle. Una responsabilità enorme quella di chi gioca con la salute pubblica, guidato dal cinismo. Al cinismo si aggiunge l’ignoranza quella di chi di chi, Di Battista, dimostra di non conoscere neanche le leggi approvate dal Palamento nel quale risiede.
E d’altra parte qualche giorno fa in una trasmissione diversa lo stesso parlamentare dimostrava uguale ignoranza (o malafede): lì diceva che il PD non si occupa delle pensioni minime. Si vede che la legge di bilancio 2017 non l’hanno proprio letta perché lì si prevede l’aumento delle pensioni sotto i 1000 euro attraverso l’aumento per le pensioni sotto i 750 euro e l’Istituzione per quelle sotto i 1000 euro della quattordicesima che sarà erogata a luglio. Si tratta di più di 3 milioni di persone.  Anche questo Di Battista non lo sapeva.

Mozioni Rosato ed altri n. 1-01508, Binetti ed altri n. 1-01558, Cominardi ed altri n. 1-01559, Rampelli ed altri n. 1-01561, Ricciatti ed altri n. 1-01562, Palese ed altri n. 1-01571, Allasia n. 1-01607, Catalano ed altri n. 1-01608, Civati ed altri n. 1-01619, Baldassarre ed altri n. 1-01622 e Palmieri e Occhiuto n. 1-01623 in materia di robotica ed intelligenza artificiale

La mozione è finalizzata a porre all’attenzione del Governo il tema della nascente quarta rivoluzione industriale e il suo potenziale impatto sulla nostra vita, sul lavoro e, più in generale, sulla società. La terza rivoluzione industriale, quella della microelettronica, dell’automazione industriale e di Internet, è giunta alla sua maturazione, si parla della fine della legge di Moore per dire che la spinta alla miniaturizzazione dei chip di microelettronica e l’aumento della velocità di processo di una singola istruzione sono arrivate alla loro maturazione definitiva e ci si aspetta una discontinuità tecnologica per il futuro. Nel contempo, le agenzie pubbliche di ricerca e innovazione degli Stati Uniti, Europa e Asia, stanno investendo miliardi di dollari per trasformare e sfruttare le recenti scoperte scientifiche originate proprio da ricerche e studi nei più promettenti campi scientifici come quelli dell’intelligenza artificiale, degli algoritmi per l’analisi ed elaborazione dei big data, dei sensori, delle telecomunicazioni, del cloud, della robotica, ma anche della genetica, della biologia molecolare e dei nanomateriali. L’Italia è uno dei protagonisti in Europa nell’ambito di Horizon 2020, delle ricerche finalizzate alla trasformazione di scienza in tecnologia per sviluppare le tecnologie abilitanti del futuro, come la produzione di nuovi materiali innovativi come il grafene, lo studio del cervello umano o delle interfacce impiantabili, la medicina personalizzata e la seconda rivoluzione quantistica finalizzata a realizzare una nuova generazione di sistemi per il computing, per la crittografia o per la sensoristica. Se da una parte alcuni di questi avanzamenti possono migliorare le tecniche chirurgiche, diagnostiche o affrontare problemi come quello del sostegno alla disabilità e alla necessità delle persone più anziane e non autosufficienti, dall’altra pongono delle sfide etiche e di sostenibilità enormi per garantire un accesso diffuso ai risultati della ricerca. La situazione industriale italiana vede il nostro Paese come leader europeo in campo manifatturiero, esportatore e produttore di robot e macchine meccatroniche per l’automazione industriale in tutto il mondo. La leadership italiana deve essere sostenuta da un adeguato investimento, in formazione, in ricerca e sviluppo, in valorizzazione della proprietà intellettuale, e in tal senso un primo passo è stato compiuto con “Industria 4.0” promossa dal Governo, ma deve essere completato e rafforzato al fine di affrontare a tutto campo, con una visione unitaria, un piano strategico che prepari il Paese e la sua forza lavoro ad affrontare il futuro per continuare ad essere un Paese di protagonisti creativi e produttori consapevoli, non un mercato di cittadini consumatori.

Mozioni Santerini, Cimbro, Scopelliti ed altri n. 1-01435, Altieri ed altri n. 1-01536, Molteni ed altri n. 1-01537, Quartapelle Procopio, Monchiero, Locatelli ed altri n. 1-01547 e Rampelli ed altri n. 1-01554 concernenti iniziative volte all’identificazione dei migranti deceduti nella traversata del Mediterraneo

Affrontiamo con queste mozioni un tema di drammatica attualità: le decine di migliaia di esseri umani che affrontano la traversata del Mediterraneo su mezzi di fortuna, pur di fuggire alle guerre e alle violenze. Molti, purtroppo, non ce la fanno. Sono migliaia ogni anno i morti, e ancora di più i dispersi di cui non è possibile recuperare i corpi. Si stima che circa 40 mila persone negli ultimi vent’anni siano annegate nel tentativo di raggiungere le nostre coste. L’anno scorso sono state 5 mila; nei primi mesi di quest’anno siamo già oltre mille. Sono stime perché di dati ufficiali non ve ne sono e neanche le testimonianze dei soccorritori e dei superstiti consentono di ricostruire con precisione. Dopo ogni naufragio familiari e parenti vagano disperati per avere notizie dei propri cari, che su quell’imbarcazione dovevano essere ma non si trovano più, e spesso non sanno a chi rivolgersi; a volte li rintracciano già morti e sepolti. Almeno il 60 per cento delle vittime di questa tragedia resta senza un nome. Per questo con la mozione si chiede al Governo di garantire un potenziamento del commissario straordinario per le persone scomparse, tanto sul piano ordinamentale che su quello finanziario; auspichiamo un più efficace trasferimento delle informazioni fra le diverse competenze istituzionali coinvolte, onde evitare sovrapposizioni e garantire la centralizzazione dei dati relativi ai flussi nel Mediterraneo, anche nell’ottica del necessario raccordo fra l’Italia, gli altri Stati europei e i Paesi di origine. Chiediamo di operare ogni sforzo, anche ricercando il concorso delle Nazioni Unite, dell’UNHCR, del Consiglio d’Europa e dell’Unione europea, per intensificare la raccolta dei dati che ci consentano di identificare i troppi corpi ancora senza nome dei migranti morti nel Mediterraneo.

Disegno di legge: Delega al Governo in materia di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza (A.C. 3671-ter-A); e dell’abbinata proposta di legge: Abrignani ed altri (A.C. 865)

La Camera dei deputati ha approvato in prima lettura la delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi d’impresa (AC 3671-ter) frutto dello stralcio dell’originario disegno di legge AC 3671, che concerneva la delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Il testo è stato ampiamente modificato durante l’esame in Commissione. L’oggetto della delega è la riforma organica della disciplina della amministrazione straordinaria, ovvero la procedura introdotta dalla c.d. Legge Prodi finalizzata all’individuazione di un nuovo assetto imprenditoriale per la salvaguardia dei complessi aziendali, della relativa occupazione ed a potenziare gli strumenti di tutela dei creditori, a definire l’amministrazione straordinaria delle imprese in stato d’insolvenza tramite la prosecuzione, la riattivazione o la riconversione dell’attività imprenditoriale. Si tratta di una disciplina rilevante per il tessuto economico del Paese, se si considera che nei quindici anni successivi alla riforma del 1999 l’amministrazione straordinaria ha interessato circa 136 gruppi di imprese, di cui 115 ai sensi appunto del decreto legislativo n. 270 del 1999 (c.d. Prodi bis) e 21 ai sensi del decreto-legge n. 347 del 2003, la cosiddetta legge “Marzano”, per un totale circa di 121.000 lavoratori.

Come evidenziato dal relatore Gianluca Benamati, «lo sforzo maggiore della riforma è quello di assumere una coerenza sistemica, per unificare una disciplina stratificata su diversi interventi normativi, con l’obiettivo di coniugare le esigenze dei creditori e l’interesse pubblico alla conservazione del patrimonio e alla tutela dell’occupazione di imprese in stato di insolvenza che, per dimensioni, appaiono di particolare rilievo economico e sociale».

Il provvedimento delega il Governo ad adottare una procedura unica di amministrazione straordinaria, modificando i presupposti di accesso alla stessa e attribuendo la competenza alle sezioni specializzati in materia di impresa presso i tribunali sede di Corti d’appello. È istituito poi l’albo dei commissari straordinari per l’amministrazione delle grandi imprese in stato di insolvenza, stabilendo dei requisiti puntuali per farne parte. Viene, inoltre, rivista la procedura per il c.d. accesso diretto. l provvedimento passa ora all’esame del Senato della Repubblica. Approfondisci qui

Mozioni Marcon ed altri n. 1-01589, Capezzone ed altri n. 1-01600, Caso ed altri n. 1-01601, Melilla ed altri n. 1-01602, Brunetta n. 1-01604, Guidesi ed altri n. 1-01609 e Rampelli ed altri n. 1-01626 concernenti la questione dell’inserimento del cosiddetto Fiscal compact nei Trattati europei, nonché le politiche economiche e di bilancio dell’Unione europea

Con la mozione si chiede al Governo un ripensamento del fiscal compact a cinque anni dalla sua approvazione. Di trasformare un patto che si può definire di austerità, in un patto di crescita e, quindi, non solo di stabilità e crescita, ma in un patto che metta al centro la crescita in questa formula. Si chiede di valorizzare quella che può essere l’impostazione di una golden rule che valorizzi gli investimenti, anziché una spesa corrente, sterile e fine a se stessa. Si chiede la mutualizzazione dei debiti pubblici, con l’istituzione di un fondo di rimborso del debito, che è lo strumento per rilanciare l’idea degli eurobond. Si chiede il sussidio di disoccupazione europea. Tutte queste misure stanno alla base di un ripensamento del Fiscal compact, di un suo collegamento con gli altri trattati europei.

Ratifiche:

Disegno di legge: Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa contro il traffico di organi umani, fatta a Santiago de Compostela il 25 marzo 2015, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno (A.C. 3918-A); Disegno di legge: S. 2186 – Ratifica ed esecuzione dell’Accordo fra il Governo della Repubblica italiana e il Governo dello Stato di Israele in materia di pubblica sicurezza, fatto a Roma il 2 dicembre 2013 (Approvato dal Senato) (A.C. 4225)

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