Nota sui lavori parlamentari settimana dal 17 al 21 Luglio

By July 22, 2017Lavoro parlamentare

Premessa

Nella settimana sono stati approvati: un provvedimento per la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento di matrice jihadista; la legge europea 2017 e una mozione in materia di trasparenza dei contratti derivati stipulati dal Ministero dell’economia e delle finanze.

Questa settimana ha preso il via il così detto bonus asilo nido: 1000 euro annui, senza limiti legati al reddito, per saldare le rette degli asili nido o l’assistenza domiciliare nel caso di bambini affetti da patologia grave. La domanda può essere presentata dal genitore di un minore nato o adottato dal 1° Gennaio 2016. Questa misura si aggiunge alle altre prese  in questi anni che hanno puntato a riconoscere il valore sociale della maternità a semplificare le procedure amministrative a sostenere i costi attraverso il trasferimento di risorse. Di questo parleremo Lunedì 24 Luglio per la terza edizione dell’iniziativa “Maternità libera scelta?”. Ecco il programma:

Proposta di legge: Dambruoso ed altri: Misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento di matrice jihadista (A.C. 3558-A) 

La Camera ha approvato il 18 luglio, in prima lettura, la proposta di legge “Misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento di matrice jihadista”.

Hanno votato a favore i partiti della maggioranza. Contro i gruppi del centrodestra e il Movimento 5 Stelle. Il testo, di cui è stata relatrice Barbara Pollastrini, è stato profondamente modificato durante l’esame in Commissione Affari costituzionali e successivamente nel dibattito e nei voti dell’Aula. La proposta introduce nel nostro ordinamento misure e strumenti per rafforzare il contrasto e la prevenzione dei processi di radicalizzazione.

Il provvedimento, che fa propri suggerimenti di studiosi, esperti, operatori pubblici, associazioni e comunità religiose, è stato ispirato dalla consapevolezza che unitamente all’indispensabile strategia fondata su repressione e lavoro d’intelligence fosse necessaria la costruzione di una vera e propria contro-narrazione, anche attraverso il dialogo inter-religioso, la conoscenza e la formazione, la condivisione dei principi costituzionali. E con una attenzione particolare al rispetto e alla libertà delle donne.

La norma affianca misure già adottate nel 2015 a seguito degli attentati compiuti in Europa e in coerenza con la risoluzione n. 2178 del 2014 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Esso dunque si inquadra nel contesto di indirizzi consolidati in sede internazionale e sovranazionale, a partire dalla risoluzione approvata dal Parlamento Europeo nel novembre 2015.

Partendo da questo assunto, il testo ruota attorno a quattro cardini: 1) l’istituzione di un centro nazionale sulla radicalizzazione (CRAD); 2) l’istituzione di Centri di coordinamento regionali sulla radicalizzazione, la previsione di un nuovo organo parlamentare (il Comitato per l’attività conoscitiva dei fenomeni di radicalizzazione); 3) progetti in ambito scolastico e universitario, lavorativo, della comunicazione istituzionale, interventi sul piano della

formazione degli operatori dedicati e della rieducazione dei detenuti, di monitoraggio della rete e dei social network, di attività conoscitive del fenomeno anche con audizioni periodiche di figure istituzionali, magistrati, forze dell’ordine, dirigenti scolastici e rettori, direttori sanitari e degli istituti penitenziari, ministri di culto, operatori sociali ed esperti. Approfondisci qui

Mozioni Ruocco ed altri n. 1-01594, Melilla ed altri n. 1-01653, Marchi, Tancredi, Librandi, Tabacci, Locatelli, Gebhard ed altri n. 1-01654, Brunetta ed altri n. 1-01655, Simonetti ed altri n. 1-01658, Capezzone ed altri n. 1-01659, Paglia ed altri n. 1-01668, Zanetti ed altri n. 1-01670 e Rampelli ed altri n. 1-01671 in materia di trasparenza dei contratti derivati stipulati dal Ministero dell’economia e delle finanze 

Negli ultimi tempi l’attività in strumenti derivati dello Stato è stata oggetto di particolare attenzione da parte del Parlamento e degli organi di informazione;

l’indagine conoscitiva avviata dalla VI Commissione della Camera il cui programma di audizioni si è concluso nella prima metà del 2015 ha posto in luce la necessità di maggiori informazioni in materia, su cui il livello di trasparenza risultava inferiore al resto delle attività legate alla gestione del debito pubblico;

nel corso delle suddette audizioni è stata in larga parte colmata tale lacuna informativa e, al tempo stesso, è stato formalmente preso l’impegno da parte direttore generale del tesoro a rendere regolare il flusso informativo in un rapporto annuale sulla gestione del debito pubblico;

si è apprezzato il rispetto di tale impegno, che ha visto una cospicua mole di dati fornita nel rapporto annuale sul debito pubblico, in cui si è dato conto delle strategie sottostanti all’utilizzo degli strumenti derivati nell’ambito della gestione complessiva e si sono illustrate in dettaglio le operazioni concluse nell’anno di riferimento, in modo tale da rendere chiari obiettivi perseguiti e risultati conseguiti in un contesto organico di integrazione delle varie attività gestionali;

permane, tuttavia, una difficoltà di lettura di taluni impatti, come recenti articoli di stampa hanno evidenziato, lasciando margini ad interpretazioni soggettive che rischiano di non essere del tutto corrette;

il quadro complessivo richiede comunque ulteriori sforzi nel senso della trasparenza, che la rilevanza degli importi impone: in particolare, appare necessario spiegare meglio i diversi impatti non solo finanziari, ma anche di natura contabile secondo la normativa statistica europea, su saldi e stock di finanza pubblica, e utile la pubblicazione di chiarimenti su come si collegano fra loro le diverse pubblicazioni in materia, auspicabilmente integrandole ove la loro lettura non appaia di immediata comprensione.

Per questo la mozione impegna il Governo:

1) a rendere disponibile sul sito web del dipartimento del tesoro relativo al debito pubblico con maggiore frequenza, preferibilmente su base trimestrale, l’aggiornamento dei dati, oggi disponibili solo annualmente, relativi a: nozionali e valori di mercato del portafoglio derivati, stock dei titoli di Stato valorizzato non solo al valore nominale ma anche al valore di mercato, indicatori di rischio con e senza impatto dei derivati;

2) a chiarire nel rapporto annuale sul debito i legami fra le diverse pubblicazioni statistiche in materia di derivati, dando contezza dei relativi impatti su saldi e stock di finanza pubblica, integrando l’informazione ove necessario.

Disegno di legge: Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea – Legge europea 2017 (A.C. 4505-A)

La legge europea rappresenta uno strumento particolarmente qualificante del processo di partecipazione dell’Italia all’adempimento degli obblighi e all’esercizio dei poteri derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea, in quanto contiene norme volte a prevenire l’apertura, o a consentire la chiusura, di procedure di infrazione, nonché, in base ad una interpretazione estensiva del disposto legislativo, anche norme volte a permettere l’archiviazione dei casi di pre-contenzioso, nell’ambito del cosiddetto sistema EU-Pilot.

A partire dal 2013, le Camere hanno approvato quattro leggi europee, praticamente una legge per ciascun anno di legislatura, garantendo un’attività parlamentare costante che ha consentito all’Italia di imprimere una decisa accelerazione nel percorso di riduzione dei casi pendenti, vuoi sotto il profilo delle infrazioni aperte per mancato o tardivo recepimento di direttive europee, vuoi per quanto riguarda il recepimento non corretto e/o l’applicazione errata del diritto dell’Unione.

Come sottolineato dalla relatrice Marina Berlinghieri (PD) e dal sottosegretario Sandro Gozi (PD), in sede di discussione generale, l’impatto positivo della sistematica approvazione delle leggi europee da parte delle Camere ha consentito una revisione continua della normativa nazionale in linea con il quadro europeo; il numero delle procedure a carico del nostro Paese è sceso al minimo storico di 66 procedure. Se consideriamo che l’Italia è stata, sotto i passati governi, da sempre maglia nera – nel luglio 2007 erano pendenti nei confronti dell’Italia 213 procedure di precontenzioso e contenzioso – risulta evidente il lavoro positivo svolto, anche grazie alla tempestività e al buon raccordo tra esecutivo e Parlamento. In base al recente rapporto della Commissione europea sulla gestione del contenzioso comunitario del 2016, l’Italia risulta il Paese più virtuoso nella gestione delle infrazioni: con 121 infrazioni all’inizio del 2014 l’Italia è passata alle attuali 66, e con l’approvazione della legge europea 2017 il numero è destinato a decrescere ulteriormente.

Le infrazioni a carico dell’Italia sono 65, il livello minimo raggiunto dal nostro Paese negli ultimi anni. Il disegno di legge del Governo approvato dalla Camera il 20 luglio consente la definizione di procedure di infrazione, la chiusura di casi EU-Pilot e la corretta attuazione di direttive già recepite nell’ordinamento interno.

L’’articolato, in conformità alla struttura del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), interviene in particolare nei seguenti settori: libera circolazione delle merci; giustizia e sicurezza; fiscalità; lavoro; tutela della salute; tutela dell’ambiente. Approfondisci qui

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