Nota sui lavori parlamentari settimana dal 24 al 28 Luglio

By July 29, 2017Lavoro parlamentare

 

Premessa

Questa settimana la Camera ha approvato due provvedimenti molto importanti: il disegno di legge Richetti che abolisce i vitalizi e il decreto sull’obbligo vaccinale. Di seguito potete provare gli approfondimenti nel dettaglio.

Ma vale la pena su entrambi di premettere qualche riflessione.

Nel primo caso si tratta della approvazione alla Camera in prima lettura di un disegno di legge per il ricalcolo dei vitalizi già erogati ai parlamentari. Dal 2012 il trattamento previdenziale futuro è già calcolato con i sistema contributivo. Con la legge Richetti si agisce invece sui trattamenti già erogati.

Non per concessione al populismo, stellato o meno.  Il punto è un altro: l’approvazione della legge Fornero ha determinato una rottura profonda con il Paese. In generale e soprattutto per le sue conseguenze anche nei confronti di chi aveva già stabilito un “accordo” che prevedeva l’uscita dal lavoro senza pensione con la prospettiva però di tempi certi per accedere al trattamento previdenziale. Tempi che la legge Fornero ha modificato in barba a quegli accordi. E’ stato travolto così nel sentire comune, se non in punta di diritto, l’idea di “diritti acquisiti e legittime aspettative”.  Nella legge di bilancio 2017 sono state già prese molte decisioni per correggere la legge Fornero e inserire nel sistema previdenziale più equità, distinguendo tra lavori diversi, oltre alle 8 salvaguardie per recuperare la condizione degli esodati. Molte altre misure verranno prese nella legge di bilancio 2018 sulla pensione futura di giovani e donne. In una situazione del Paese difficile e dopo la forzatura della legge Fornero era necessaria una scelta di equità, anche nei confronti dei vitalizi erogati nel passato. Lo si poteva fare in modi diversi: la legge Richetti è quella che ha proposto la modalità più netta.

Ci sono state opinioni diverse sull’argomento nel dibattito parlamentare e nel Pd con argomenti legittimi. Ma l’unico argomento che non può essere portato contro l’approvazione della Richetti è quello che la sua approvazione apra al ricalcolo delle pensioni di tutti. Non è così e diffondere questa paura come scudo del vitalizio rasenta il cinismo.

Un secondo provvedimento è stato approvato in via definitiva: riguarda le vaccinazioni obbligatorie dei bambini. Il decreto legge approvato amplia l’elenco delle vaccinazioni obbligatorie per l’accesso a scuola e lo fa in seguito al trend negativo che dal 2013 a oggi ha portato ad una diminuzione significativa e preoccupante delle vaccinazioni nel nostro Paese. La conseguenza del calo “dell’immunità di gregge” mette a rischio soprattutto le persone più fragili, come sta dimostrando l’esperienza quotidiana. Ed è questo il punto: la scelta di vaccinare non può essere libera perché ha ricadute generali. Chi non lo fa mette a rischio chi non lo può fare!

Dopo il voto sul decreto tre deputati del Partito Democratico sono stati aggrediti all’uscita dalla Camera da alcuni militanti No Vax riuniti davanti Palazzo Montecitorio. Un episodio grave, che fa rabbrividire non solo per i rigurgiti di intolleranza che mette in mostra. Colpisce il carattere di quelle manifestazioni per il fanatismo di cui sono segnate. Michele Serra coglie esattamente questo aspetto del fanatismo da setta nella sua “Amaca”, che di seguito riporto:

Proposta di legge: Richetti ed altri: Disposizioni in materia di abolizione dei vitalizi e nuova disciplina dei trattamenti pensionistici dei membri del Parlamento e dei consiglieri regionali (A.C. 3225-A/R); e delle abbinate proposte di legge: Vaccaro; Lenzi e Amici; Grimoldi; Capelli ed altri; Vitelli ed altri; Lombardi ed altri; Nuti ed altri; Piazzoni ed altri; Mannino ed altri; Sereni ed altri; Caparini ed altri; Giacobbe ed altri; Francesco Sanna; Turco ed altri; Cristian Iannuzzi; Melilla ed altri; Civati ed altri; Bianconi; Gigli ed altri; Caparini ed altri (A.C. 495-661-1093-1137-1958-2354-2409-2446-2545-2562-3140-3276-3323-3326-3789-3835-4100-4131-4235-4259)

La Camera dei deputati ha approvato la proposta di legge Richetti in materia di trattamento previdenziale dei parlamentari e dei consiglieri regionali, che applica un sistema di tipo contributivo a tutti gli eletti: a quelli in carica alla data di entrata in vigore della legge, a quelli eletti successivamente e – la vera novità – a quelli cessati dal mandato elettorale.

Il Regolamento per il trattamento previdenziale dei deputati e il Regolamento delle pensioni dei senatori avevano già operato una profonda trasformazione del regime previdenziale dei membri del Parlamento con il superamento dell’assegno vitalizio e l’introduzione, con decorrenza già dal 1° gennaio 2012, di un regime pensionistico basato sul sistema di calcolo contributivo.

La proposta di legge Richetti consente ora di rideterminare su base contributiva anche gli importi dei vitalizi e dei trattamenti previdenziali già in essere, percepiti dai parlamentari cessati dal mandato prima del 2012. Le Regioni e le Province autonome dovranno adeguare la normativa anche nei confronti dei consiglieri regionali.

Specifiche disposizioni riguardano inoltre la decorrenza dell’erogazione del trattamento previdenziale; la sospensione in caso di elezione o nomina ad altra carica pubblica; le reversibilità; la rivalutazione dei trattamenti previdenziali; la rideterminazione, da parte delle Camere, dell’ammontare di tutti gli assegni vitalizi e pensioni attualmente erogate in modo da adeguarle alle nuove norme introdotte dal provvedimento in esame. Approfondisci qui

Disegno di legge: S. 2856 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 7 giugno 2017, n 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale (A.C. 4595)

La Camera ha convertito in legge il cosiddetto “decreto vaccini” che amplia l’elenco delle vaccinazioni obbligatorie per i minori e modifica le sanzioni in caso di inadempimento dell’obbligo vaccinale relativamente ai servizi educativi, alle scuole ed ai centri di formazione professionale regionale.

L’intervento mediante decreto-legge si è reso necessario in quanto, dal 2013, si è registrato un progressivo e inesorabile trend in diminuzione del ricorso alle vaccinazioni, sia obbligatorie sia raccomandate, che ha determinato una copertura vaccinale al di sotto del 95 per cento, soglia raccomandata dall’OMS per la cosiddetta “immunità di gregge”, per proteggere, cioè, indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non possono vaccinarsi. Particolarmente preoccupanti sono i dati di copertura vaccinale per morbillo e rosolia, che hanno perso addirittura 5 punti percentuali tra il 2013 il 2015, passando dal 90,4 per cento all’85,3 per cento (in Italia i casi di morbillo registrati dal 1 gennaio al 25 luglio 2017, sono stati 3.842 di cui 3 decessi tra i bambini1). Ma l’allarme riguarda, in generale, tutte le malattie oggetto del decreto.

In Italia, l’offerta delle vaccinazioni si è evoluta nel corso degli anni parallelamente al progredire delle conoscenze tecnico-scientifiche e delle condizioni socio-economiche del Paese. Prima di questo decreto le vaccinazioni obbligatorie erano 4, adesso passano a 10 e 4 consigliate “ad offerta attiva e gratuita” per bambini e ragazzi tra zero e sedici anni che si iscriveranno a istituti e scuole di ogni ordine e grado a partire dall’anno scolastico 2017/2018. Per effettuare le vaccinazioni obbligatorie non saranno necessarie 10 punture, ma basteranno due somministrazioni: una esavalente (antipolio, antitetanica, antidifterica, antiepatite b, antipertosse, anti Haemofilus influenzae tipo B) e una tetravalente (antimorbillo, antivaricella, antirosolia, antipertosse) e saranno necessarie per potere accedere alle scuole nella fascia di età 0-6 anni. I bambini e ragazzi dai 7 ai 16 anni non in regola potranno iscriversi e vaccinarsi successivamente. Sarà cura delle Asl segnalare le vaccinazioni mancanti. I genitori inadempienti rischiano una sanzione da 100 a 500 euro. Approfondisci qui

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