Nota sui lavori parlamentari settimana dal 4 al 7 Dicembre

By December 8, 2017Lavoro parlamentare

Premessa

Questa settimana la Camera ha approvato: alcune mozioni su: la diffusione dei parchi giochi inclusivi; iniziative volte a contrastare il fenomeno della corruzione in ambito sanitario; iniziative volte a promuovere una moratoria internazionale dello sviluppo di sistemi di arma di tipo AWS (Autonomous Weapons Systems) e a prevedere un divieto di sviluppo e commercializzazione di tali sistemi di arma in ambito nazionale;  interventi per la bonifica e la protezione ambientale del territorio bresciano. Una relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo sui rapporti tra criminalità organizzata e contraffazione e alcune proposte di legge su: la tutela dei consumatori in materia di fatturazione a conguaglio per l’erogazione di energia elettrica, gas e servizi idrici e la produzione e vendita del pane. Di seguito il dettaglio.

E’ iniziato questa settimana l’esame della legge di bilancio arrivata alla Camera dopo il vaglio del Senato. In questi giorni sono stati approvati in commissione lavoro alcuni emendamenti alla manovra a mia prima firma su due argomenti importanti:

– Le molestie sui luoghi di lavoro. Ho presentato un emendamento che riassume il senso della proposta di legge depositata in occasione del 25 Novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Le vittime che denunciano molestie, violenze e ricatti a sfondo sessuale sul luogo di lavoro non potranno essere sottoposte a ripercussioni e quindi licenziate, sanzionate, demanzionate. Inoltre potranno usufruire del congedo di tre mesi già esistente per le vittime di violenza.

– Stop buste paga false. Anche questo emendamento nasce da una proposta di legge che ho presentato nel 2013 e che è stata recentemente approvata alla Camera. I datori di lavoro o committenti non possono corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia di lavoro instaurato. Le retribuzioni dovranno essere corrisposte via bonifico, strumenti di pagamento elettronico, pagamenti in contanti presso sportello bancario, emissione di un assegno, pena una sanzione di 5.000 euro. Accade spesso, infatti, che l’importo della busta non corrisponda poi a quando effettivamente dato al lavoratore in contanti.

Gli emendamenti passano ora al vaglio della commissione bilancio.

Mozioni Argentin ed altri n. 1-01746, Bechis ed altri n. 1-01761, Galgano ed altri n. 1-01762 e Rondini ed altri n. 1-01764 concernenti iniziative di competenza volte a favorire la diffusione dei parchi giochi inclusivi 

“Devo dire che sono molto contenta di essere qui, oggi, a parlare di disabilità in modo positivo. Finalmente non parliamo di camici bianchi, di sanità, ma parliamo di bambini che hanno un diritto, il diritto del gioco, della condivisione con gli altri bambini. E cos’è che fa condividere di più la quotidianità di un bimbo, se non il gioco?

Sì, è vero, abbiamo dietro dichiarazioni importanti, come le dichiarazioni sul fanciullo ed ancora le dichiarazioni dell’ONU sulla disabilità, ma non saranno mai queste a cambiare le cose. Quello che potrà cambiare le cose è porre una attenzione alla cultura della disabilità.

Ho sentito interventi tutti molto attenti e molto belli, devo dire, rispetto a questa tematica, ma ho sentito parlare, Presidente, mi perdoni, ancora una volta di uguaglianza. Pensiamo, invece, che questi parchi devono rendere i bambini possibilmente tutti diversi, e cioè possono essere se stessi ed esprimersi per quello che sono, con pari opportunità, senza avere la possibilità di dover ogni volta rivendicare il fatto di essere uguali agli altri. Per tutti c’è una possibilità, e anche per loro deve esserci.

Quindi, sì, è importantissima l’eliminazione delle barriere architettoniche nei parchi, ma partiamo dall’eliminazione di una barriera culturale, che è la cosa più importante, e cioè tutti insieme per dare risposte a quelli che saranno i piccoli di oggi e gli adulti di domani, perché, vedete, anche per i disabili c’è bisogno di una scuola di vita, di un insegnamento che dia a tutti loro la possibilità di rivendicare un giorno i loro diritti, perché avranno appreso, anche dagli altri compagni, dagli altri amici, come si fa, come si deve porre la rivendicazione di un principio di pari opportunità…” Continua a leggere qui la dichiarazione di votoqui il testo della mozione

Proposta di legge: Baldelli ed altri: Disposizioni a tutela dei consumatori in materia di fatturazione a conguaglio per l’erogazione di energia elettrica, gas e servizi idrici (A. C. 3792-A)

La proposta di legge approvata all’unanimità in prima lettura dalla Camera il 5 dicembre 2017 reca norme a tutela dei consumatori in tema di fatturazione e conguaglio delle bollette dell’energia elettrica, gas e acqua. In particolare, sul tema delle “maxibollette” – ossia l’emissione di fatture di rilevante importo a conguaglio dei consumi di energia elettrica, gas e acqua – è già intervenuta la legge annuale per la concorrenza (legge n. 124 del 4 agosto 2017), introducendo il diritto dei consumatori alla rateizzazione delle stesse, con il solo diritto per i fornitori agli interessi legali nei confronti del cliente finale, nonché attribuendo all’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI) il compito di adottare misure per responsabilizzare i distributori e individuare modalità idonee a favorire l’accessibilità dei contatori da parte dei distributori stessi. Tuttavia, come comunicato dall’Antitrust in audizione alla Camera, il fenomeno, pur essendosi notevolmente ridotto a seguito  delle sanzioni comminate nei confronti delle società resta ancora attuale. L’Antitrust continua infatti a ricevere segnalazioni da parte dei consumatori in relazione a fatture di conguaglio pluriennali, ben superiori ai due anni, contenenti anche la richiesta di somme prescritte. Le norme approvate si rivolgono, in particolare, agli utenti domestici, alle microimprese, ai professionisti: d’ora in avanti, nei contratti relativi a tali servizi, il termine di prescrizione per l’emissione delle fatture passa da 5 a 2 anni, incentivando, in tal modo, un efficientamento ed una maggiore trasparenza del sistema di verifica e trasmissione delle letture. È stato sancito il diritto del consumatore ad ottenere il rimborso, nel caso in cui sia dovuto, entro tre mesi; viene incentivata l’autolettura come strumento di consapevolezza e di certezza da parte dei clienti e sono state introdotte norme per l’accesso dei cittadini utenti ai dati relativi ai propri consumi tramite il Sistema informativo integrato.  Come ha ricordato il relatore Lorenzo Becattini, queste misure sono quindi “un ulteriore tassello a tutela del consumatore” che va ad aggiungersi alla legislazione vigente.  Approfondisci qui

Relazione della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo sui rapporti tra criminalità organizzata e contraffazione (Doc. XXII-bis, n. 13)

“Proverò a trasmettervi il senso dell’attività della Commissione d’inchiesta sui rapporti tra criminalità organizzata e contraffazione per approfondire la conoscenza di questo fenomeno e indicare alcuni dei temi su cui intervenire legislativamente e amministrativamente, per garantire maggiore legalità e sicurezza nelle transazioni commerciali.

È fuor di dubbio ormai l’esistenza di una stretta correlazione tra l’espansione del business del falso e gli investimenti fatti in questo stesso campo dalla criminalità organizzata, italiana e straniera. Favorita da un quadro normativo internazionale non omogeneo, la contraffazione è cresciuta anche grazie alla sua capacità di massimizzare e moltiplicare i profitti derivanti dal lavoro nero e dalla violazione delle norme a tutela dell’ambiente.

Sono ormai sempre più evidenti gli interessi diretti in quest’attività delle mafie storiche italiane, così come emergono inquietanti tracce finanziarie che conducono a gruppi attivi del terrorismo internazionale. La filiera della contraffazione si è purtroppo evoluta e affinata nel tempo, diventando un ben oliato meccanismo di organizzazione dei suoi diversi segmenti, dalla produzione al trasporto, dalla promozione alla vendita, dal riciclaggio al reinvestimento in business legali; un sistema di controllo del mercato molto più diffuso di quanto noi possiamo immaginare, che va dalle bancarelle per strada alla grande distribuzione e al commercio on line…” Continua a leggere qui la dichiarazione di voto

Mozioni Nesci ed altri n. 1-01701, Lenzi ed altri n. 1-01763, Fossati ed altri n. 1-01765, Marotta ed altri n. 1-01766, Brignone ed altri n. 1-01769, Vargiu ed altri n. 1-01770 e Palese e Occhiuto n. 1-01773 concernenti iniziative volte a contrastare il fenomeno della corruzione in ambito sanitario

“La mozione del Partito Democratico muove da quattro convinzioni. La prima: il diritto alla salute, universale e fondamentale, è tutelato dall’articolo 32 della Costituzione. Secondo: la Repubblica coerentemente impiega a tal fine una considerevole quota di spesa pubblica. Terza convinzione: corruzione, interessi illeciti, appetiti della criminalità organizzata tendono naturalmente a concentrarsi proprio lì dove maggiori sono le risorse da aggredire; dove se no? Ma la quarta convinzione, come ha ribadito la sottosegretaria Sesa Amici, introducendo il dibattito di questa mattina, è che negli ultimi anni sono stati assunti provvedimenti, su iniziativa di questa maggioranza e del Governo, per fare fronte a questa situazione e ridurre al massimo i margini di manovra di questi delinquenti, tanto più odiosi perché speculano sulla maggiore vulnerabilità delle persone.

Questi provvedimenti mi sembra siano stati sempre assunti resistendo a due tentazioni. La prima tentazione è pensare che la corruzione sia un male dell’anima e che le regole non servono a nulla per contrastare la corruzione, che vengano sempre aggirate, che quindi richiamino semmai un sorriso di compatimento. La seconda tentazione è che moltiplicare le regole basti di per sé a risolvere il problema della corruzione. Queste sono due tentazioni, dentro le quali il Partito Democratico, la maggioranza e il Governo si sono mossi…” Continua a leggere qui la dichiarazione di votoqui il testo della mozione

Proposta di legge: Romanini ed altri: Disposizioni in materia di produzione e vendita del pane (A.C. 3265-A) 

La proposta di legge approvata dalla Camera dei deputati il 6 dicembre 2017 fornisce una risposta normativa ad alcune problematiche particolarmente sentite nel settore della produzione e della commercializzazione del pane relative in particolare ad una regolamentazione chiara di cosa debba intendersi per pane fresco rispetto al pane conservato, introducendo più nel dettaglio disposizioni in materia di produzione e di vendita del pane al fine di garantire il diritto all’informazione dei consumatori e di valorizzare il pane fresco. Il pane fresco italiano, quale frutto del lavoro e dell’insieme delle competenze, delle conoscenze, delle pratiche e delle tradizioni, costituisce un patrimonio culturale nazionale da tutelare e valorizzare negli aspetti di sostenibilità sociale, economica, produttiva, ambientale e culturale. Come ha dichiarato il relatore Francesco Prina (PD), «questo provvedimento si occupa di rilanciare, valorizzandolo, il settore del pane fresco artigianale, restituendo competitività ad un comparto di estrema importanza per l’economia del Paese, quello della panificazione artigianale italiana, tutelando la tipicità e la specificità del pane artigianale italiano, un patrimonio inestimabile che conta circa 200 specialità, di cui 95 già iscritte nell’elenco del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Si tratta di un settore del valore di 7 miliardi di euro, con 400.000 addetti, operanti in 25.000 imprese, in gran parte di dimensioni familiari, che sfornano in media 100 chilogrammi di pane al giorno, ciascuna». Approfondisci qui

Mozioni Quintarelli ed altri n. 1-01620, Frusone ed altri n. 1-01767, Duranti, Marcon ed altri n. 1-01772 e Picchi ed altri n. 1-01774 concernenti iniziative volte a promuovere una moratoria internazionale dello sviluppo di sistemi di arma di tipo AWS (Autonomous Weapons Systems) e a prevedere un divieto di sviluppo e commercializzazione di tali sistemi di arma in ambito nazionale 

“Autonomyinweaponsystems: si tratta della cosiddetta autonomia delle armi, ovvero sistemi d’arma che sono capaci di selezionare e attaccare gli obiettivi senza ulteriori interventi da parte di operatori umani, teoricamente in grado di apprendere dall’esperienza, di autocontrollarsi e di assumere decisioni operative sulla base delle situazioni contingenti senza richiedere intervento umano dopo la definizione delle regole di ingaggio iniziali. È una definizione che esiste già da alcuni anni. Sono stati sviluppati alcuni prototipi che sono impiegati soprattutto per operazioni di monitoraggio e sorveglianza; possono interpretare i segnali provenienti da sensori di vario genere, telecamere o altri sistemi ottici, effettuare la cosiddetta analytics dei dati, cioè analizzare grandi moli di dati in ingresso e prevedere la definizione di un comportamento conseguente intelligente senza l’intervento umano. Un esempio dalla vita civile di applicazione del concetto di autonomia ci viene dai sistemi di guida per i veicoli autonomi, che hanno radar, laser e sensori che possono essere utili a capire se gli oggetti in movimento identificati nel raggio d’azione dei veicoli sono animali, persone oppure altri veicoli, vegetazioni o altri elementi artificiali, ed agire in conseguenza, cambiando lo stile di guida e l’andatura. In questo caso, quindi, l’autonomia è considerata un valore aggiunto alla sicurezza. Un altro caso che esce dall’ambito della vita civile ed entra nel mondo della sicurezza ci viene dai cosiddetti robot poliziotto, annunciati già negli Emirati Arabi, dove è in corso un progetto per la sperimentazione di mini veicoli autonomi in grado di riconoscere le persone in movimento, osservare e analizzare i loro volti e identificarle; sono destinati a operazioni di controllo e monitoraggio e sono definiti come robot poliziotti di ausilio alla polizia municipale. Il riconoscimento facciale e la capacità di navigare in modo autonomo sono le due tecnologie abilitanti principali di questi sistemi. Da un punto di vista scientifico e tecnico, si tratta di progressi derivanti dalla possibilità di recuperare immagini, voci, volti e altri segnali biologici, artificiali e ambientali in tempo reale, analizzarne le caratteristiche e provvedere al riconoscimento e all’identificazione, classificando dati ed attribuendo etichette, identificando in tal modo una persona con certe caratteristiche…” Continua a leggere qui la dichiarazione di votoqui il testo della mozione

Mozioni Sberna ed altri n. 1-01644 e Pellegrino ed altri n. 1-01775 concernente interventi per la bonifica e la protezione ambientale del territorio bresciano

“Un territorio che ha come sinonimo la storia dell’eccellenza industriale, dell’avanguardia nelle tecniche produttive, della qualità agricola, e non da ultimo la bellezza del suo paesaggio. Un territorio ricco, quindi, e che deve la sua ricchezza proprio alla sua capacità di cogliere le sfide che le varie epoche storiche gli hanno posto innanzi, coglierle con l’ingegno unito alla concretezza e all’operosità che ci contraddistingue. La sfida principe con cui oggi ci dobbiamo confrontare è una sfida comune al resto del pianeta, in realtà, ed è la sfida dell’ambiente. L’ambiente: la risorsa che ci ha permesso di tagliare i traguardi che prima ho citato, e che ora ci chiede a gran voce di essere risanato, tutelato e valorizzato. E come ogni sfida, il modo migliore di coglierla è quello di coglierla in positivo, dimostrando cioè di poter essere eccellenza, volano ed esempio di come una vera sinergia fra l’ambiente, l’economia e la società sia non solo possibile ma auspicabile, e soprattutto realizzabile. Ma pur con tutte le nostre grandi energie bresciane, è necessario che ci si aiuti nel fare questo, che si sostenga quanto già in realtà si sta muovendo a livello bresciano nella cittadinanza, nell’imprenditoria e nelle istituzioni locali. Questo è il motivo che mi ha spinto a partecipare attivamente alla stesura di questa mozione, e che ha spinto i miei colleghi bresciani del Partito Democratico a sottoscriverla. Un testo che è un compromesso, lo si ricordava anche prima, fra diverse forze politiche, che hanno cercato e trovato dei punti in comune da portare avanti insieme: perché, pur con toni e visioni differenti, nessuno di noi intende sottovalutare quelle che sono le criticità ambientali del nostro territorio…” Continua a leggere qui la dichiarazione di votoqui il testo della mozione

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