Nota sui lavori parlamentari settimana dal 22 al 26 Settembre

By September 26, 2014Lavoro parlamentare

Premessa

Nella  settimana alla Camera si sono conclusi molti provvedimenti e si è svolta la 14 votazione per l’elezione dei componenti laici del Csm (conclusa positivamente con l’elezione di Paola Balducci e Zanettin) mentre è stata rimandata alla settimana prossima la seduta per l’elezione dei due giudici della Corte Costituzionale di competenza parlamentare, ma l’attenzione prevalente era tutta rivolta alla discussione in corso al Senato, nei partiti e nei sindacati sulla delega sul lavoro.

Su quest’ultimo argomento Led ha fatto una conferenza stampa nella quale abbiamo spiegato la nostra valutazione su un argomento molto importante che rischia però di essere stravolto dall’uso simbolico che nella discussione pubblica ha assunto storicamente l’art.18 dello Statuto dei lavoratori.

Nella conferenza stampa abbiamo intanto precisato in premessa che certo non è cambiando le regole del mercato del lavoro che si crea occupazione ma non di meno questa considerazione non ci esime dal ragionare e operare per cambiare le storture del mercato del lavoro, dal cattivo funzionamento dei servizi agli impieghi alla segmentazione tra diverse forme di assunzione (46) considerato che:

– il superamento delle diversità nei diritti fondamentali a seconda del tipo di contratto – nel lavoro e quando si perde il lavoro -ammortizzatori sociali – è obiettivo perseguito vanamente dalla sinistra in questi 20 anni in cui la legislazione è andata in senso contrario

– che il contratto a tutele crescenti, con i primi anni considerati come periodo di prova e che approda quindi ad un contratto con tutele piene, è una buona proposta perché va nel senso europeo di favorire il contratto di lavoro a tempo indeterminato ma per rendere credibile l’obiettivo il contratto a tutele crescenti deve essere la forma prevalente di assunzione. Non basta che sia incentivata, bisognerà disboscare le 46 forme di cui si diceva

-che è molto importante la riforma degli ammortizzatori sociali, la loro estensione a tutti le persone che perdono il lavoro, il loro collegamento a formazione e politiche di ricollocazione e che per farlo occorre quantificare risorse certe e aggiuntive rispetto a quelle attuali

-che in questo contesto è del tutto coerente il mantenimento dell’art.18 come tutela di fronte ad un licenziamento dichiarato illegittimo da un giudice nelle forma, tedesca, già ampiamente modificata dalla legge Fornero

-che nel definire compiutamente la proposta il Governo deve ascoltare le parti sociali: è giusto che i partiti discutano e decidano ma ciò non esaurisce per nulla la necessità di un rapporto del Governo con le parti sociali che rappresentano lavoratori e imprese per ascoltarne le opinioni “competenti”

-che è decisivo procedere in Parlamento con la discussione sulla legge sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro, perché i lavoratori possano esprimere la loro opinione su piattaforme e accordi.

-che visto che nel jobs act si parla di tutela dell’estensione dell’indennità di maternità a tutti i contratti, diventa fondamentale approvare la legge contro le dimissioni in bianco, affossata al Senato in teoria per essere inserita nella legge delega ma di cui in pratica non si hanno tracce.

Nella settimana, tra i diversi provvedimenti, segnalo il varo della legge che consentirà anche in Italia alle coppie di scegliere quale dei due cognomi dare ai figli: si tratta di un passo avanti decisivo verso la piena cittadinanza delle donne, sollecitato anche dall’Europa.

In sintesi e per titoli questa settimana si è discusso di:

  • Disegno di legge di ratifica: Accordo con il Governo della Repubblica di San Marino in materia di collaborazione finanziaria (A.C. 2278)
  • Commemorazione sul grave incidente verificatosi a Ca’ Emo
  • Proposta di legge: Introduzione nel codice penale del reato di depistaggio e inquinamento processuale (A.C. 559-A)
  • Mozione su iniziativa a tutela del cittadino italiano Enrico Forti, condannato e detenuto negli Stati Uniti
  • Mozioni su partecipazione italiana al programma di acquisto degli aerei Joint Strike Fighter-F35
  • Mozione su iniziative, nell’ambito del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, per la tutela dei diritti degli animali
  • Testo unificato dei progetti di legge: Disposizioni in materia di attribuzione del cognome ai figli
  • Mozioni concernenti iniziative per la riforma dei criteri di formazione del bilancio comunitario, con particolare riferimento al meccanismo del cosiddetto «sconto inglese»
  • Proposte di legge su disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali

Csm e Corte Costituzionale

Si è finalmente ultimata la votazione dei membri laici del Csm con l’elezione di Pierantonio Zanettin e Paola Balducci. Per la Corte Costituzionale invece le votazioni sono state aggiornate a martedì.

Disegno di legge di ratifica: Accordo con il Governo della Repubblica di San Marino in materia di collaborazione finanziaria (A.C. 2278)

Con questo disegno di legge si rinnova l’Accordo di collaborazione finanziaria fra Repubblica Italiana e Repubblica di San Marino e si completa di fatto il quadro di accordi bilaterali fra i due Stati.

Commemorazione sul grave incidente verificatosi a Ca’ Emo

Nella giornata del 23 Settembre quattro operai sono morti a causa di un grave incidente verificatosi all’interno di un impianto industriale per lo smaltimento di rifiuti speciali di Ca’ Emo, una frazione del comune di Adria, in provincia di Rovigo. Nel medesimo episodio sono rimasti feriti un quinto operaio e un vigile del fuoco. Questi operai lavoravano senza maschere in un’impresa che gestiva rifiuti, a contatto con l’acido solforico.  Nell’unirci al cordoglio abbiamo ribadito in aula l’urgenza di farsi carico del problema degli infortuni e dei morti sul lavoro, che ha cifre allarmanti. Troppo spesso in questi casi le leggi non bastano, abbiamo il dovere di investire sulla prevenzione e sulle ispezioni. Non si può morire di lavoro. E’ intervenuta Titti Di Salvo.

Proposta di legge: Introduzione nel codice penale del reato di depistaggio e inquinamento processuale (A.C. 559-A)

Con questa legge si introduce nell’ordinamento giuridico una nuova fattispecie di reato e cioè “l’inquinamento processuale e depistaggio”. E’ sufficiente ripercorrere la storia della nostra Repubblica per capire quanto sia importante questo passo avanti, dal terrorismo politico alle stragi su cui ancora oggi non è stata fatta chiarezza. Questo ulteriore strumento a disposizione dei giudici che si inserisce in modo armonico nell’ambito dei delitti contro l’amministrazione della giustizia, individua le condotte punite con sanzioni e pene proporzionate alla gravità dei comportamenti e prevede significative aggravanti nel caso in cui siano commessi da pubblici ufficiali o in relazione a fatti eversivi dell’ordinamento costituzionale o legati alla criminalità organizzata; darà la possibilità di avere un’arma in più contro chi dall’interno delle istituzioni ha lavorato contro la verità e la giustizia, creando quella profonda lacerazione fra Stato e cittadini che ancora oggi non è stata risanata.

Mozione su iniziativa a tutela del cittadino italiano Enrico Forti, condannato e detenuto negli Stati Uniti

Abbiamo dato parere favorevole alla mozione che chiede al Governo di impegnarsi per chiedere alle autorità americane la riapertura del processo sul caso di Enrico Forti, cittadino italiano su cui pesano delle accuse di truffa, rinchiuso da ormai 15 anni in carcere, nonostante l’assenza di prove certe, la poca chiarezza delle procedure e l’impossibilità di difesa.

Mozioni su partecipazione italiana al programma di acquisto degli aerei Joint Strike Fighter-F35

Il progetto F-35 dalla sua nascita ad oggi ha subito un considerevole aumento dei costi. Il costo di ciascun velivolo è stimato intorno ai 135 milioni di euro. In caso di conferma del programma F-35 da parte dell’Italia e del conseguente acquisto dei 90 caccia, il nostro Governo dovrebbe impegnare una somma che si aggira tra i 12 e i 14 miliardi di euro. A questa dovremmo, inoltre, aggiungere i fondi necessari all’acquisto dei velivoli, alla loro manutenzione, all’addestramento dei piloti e alla copertura di tutti i costi di esercizio, arrivando, secondo le stime, a spendere quasi 52 miliardi di euro. Una cifra enorme, impiegata per acquistare aerei da guerra, peraltro poco affidabili nelle loro fasi di sviluppo e con tanti difetti tecnici, pensati per scenari ben differenti dallo spirito dell’articolo 11 della nostra Costituzione. Per questo nonostante apprezziamo la messa in discussione del programma e il parziale disimpegno dell’Italia siamo convinti che il nostro Paese debba annullare l’adesione al progetto e bloccare l’acquisto degli F-35. E’ intervenuto Alessandro Zan.

Mozione su iniziative, nell’ambito del semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, per la tutela dei diritti degli animali

Questa mozione punta a tutelare i diritti degli animali nei vari ambiti: l’allevamento, gli animali d’affetto, quelli utilizzati per la ricerca ecc… L’Unione Europea da anni si impegna in questa direzione, lo stesso articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell’Unione riconosce gli animali in quanto esseri senzienti e stabilisce che nella formulazione e nell’attuazione di alcune politiche dell’Unione si tenga pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali.
La stessa Commissione europea ha comunicato le strategie dell’Unione europea per la protezione e il benessere degli animali dal 2012 al 2015, che ora vanno aggiornate, ampliate e attuate con mozioni come questa in discussione.

Testo unificato dei progetti di legge: Disposizioni in materia di attribuzione del cognome ai figli 

E’ stata finalmente approvata la legge che permette anche in Italia di poter dare ai figli il cognome di entrambi i genitori e non più in automatico quello paterno. Questa norma nasce dopo una condanna della Corte costituzionale che dal 2006 invita a modificare questo retaggio patriarcale in cui l’autorità paterna viene confusa con l’autoritarismo del dominio e del controllo sulle relazioni della famiglia. Anche la Corte Europea nel 2014 ha sentenziato che l’automatismo del cognome paterno determinava una discriminazione per la madre e quindi che chi si era rivolta alla Corte per avere giustizia aveva ragione. La condanna della Corte Europea è stata sicuramente determinate per riuscire ad approvare questa legge, come anche il fatto che a farlo è stato il parlamento con più alto numero di donne nella storia della Repubblica. Sappiamo perfettamente che di per sé la piena cittadinanza delle donne, se viene negata dall’automatismo della trasmissione del cognome paterno, non è determinata automaticamente al contrario da questa legge. Infatti molte altre cose bisognerà fare perché quella relazione materna, resa invisibile dalla trasmissione automatica del cognome del padre e ritornata visibile in questo modo, e la libertà di essere madri sia piena, a partire dal welfare, dai servizi, dalla maternità universale e a carico della fiscalità generale nel mondo del lavoro; tutte misure per cui sarà necessario l’impegno di tutte e tutti. E’ intervenuta Titti Di Salvo.

Mozioni concernenti iniziative per la riforma dei criteri di formazione del bilancio comunitario, con particolare riferimento al meccanismo del cosiddetto «sconto inglese» 

Lo «UK rebate», lo sconto inglese, è una forma di agevolazione dell’Europa all’Inghilterra in seno alla formazione del bilancio, uno sconto in favore della Gran Bretagna e la concessione di un beneficio originato dall’esigenza di compensare un Paese a scarsa vocazione agricola che, a differenza di Francia e Italia, non usufruiva dei cospicui finanziamenti della nascente politica comune europea. E’ evidente quanto questa norma sia insensata all’interno del mutato scenario Europeo caratterizzato da una perdurante crisi economica con i suoi risvolti produttivi, occupazionali e sociali che sono sotto gli occhi di tutti, ma anche in cui le risorse europee destinate alla politica agraria comunitaria che avevano generato gli accordi sono infinitamente ridotte. A questa considerazione si unisce l’esigenza di una revisione complessiva dei criteri su cui si basa il bilancio Europeo: dietro il dogma del rigore e dell’austerity la programmazione finanziaria pluriennale europea ha subito una sensibile contrazione, a cui va contrapposta, invece, quanto meno, una maggiore flessibilità nell’uso delle risorse, per riuscire a far ripartire gli investimenti e raggiungere gli obiettivi ad esempio del programma Europa 2020. Per questo diventa fondamentale che il Governo, anche grazie al semestre di Presidenza italiana, possa avviare una seria discussione affinché si possano rivedere nella loro interezza gli attuali meccanismi di correzione previsti per alcuni Paesi, affinché si determini una effettiva perequazione delle risorse finanziarie, affinché il Patto di stabilità torni ad essere veramente il Patto di stabilità e di crescita e non solo quello della stabilità che ingessa i bilanci dello Stato e via via quelle delle amministrazioni più vicine ai cittadini, come accade con il Patto di stabilità interno nel nostro Paese. E’ intervenuto Fabio Lavagno.

Question time

Il question time questa settimana è stato fatto da Luigi Laquaniti su Iniziative in merito all’attribuzione dello status di agente di polizia giudiziaria alle guardie venatorie volontarie e alle guardie zoofile – n. 3-01044

Proposte di legge su disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali

Questa proposta di legge unificata nasce dopo la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali voluta dal Governo Monti che ha rapidamente prodotto l’allungamento dell’orario giornaliero di lavoro e l’estensione degli orari alle domeniche e alle grandi festività. Abbiamo dato un parere favorevole perché crediamo sia già un passo avanti importante regolamentare una realtà che pesa soprattutto sulle famiglie e sulle donne, spesso costrette ad orari incompatibili con qualsiasi lavoro di cura. Le norme presenti però non ci sembrano sufficienti: positivo aver reperito delle risorse per sostenere le microimprese, ma esiguo il plafond, minimo è il numero di chiusure imposte al settore in corrispondenza di festività civili e religiose, rispetto alle dodici festività originarie, si assegna alle aziende la possibilità di derogare in modo discrezionale, di fatto si limitano a sei le festività con chiusura obbligatoria: troppo poco, rispetto alle richieste originarie. Per questo l’impegno del parlamento su questo tema non può esaurirsi qui e dovrà lavorare ulteriormente per un’estensione delle chiusure, ma questa legge è comunque un importante passo avanti. E’ intervenuto Luigi Laquaniti.

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