Nota sui lavori parlamentari settimana dal 13 al 17 Novembre

By November 19, 2017 Lavoro parlamentare

Premessa

Questa settimana alla Camera sono stati approvati: alcuni disegni di legge di ratifica; una proposta di inchiesta parlamentare e delle modifiche allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol in materia di tutela della minoranza linguistica ladina; un disegno di legge sullo sviluppo della mobilità in bicicletta; una per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato; e una, di cui sono prima firmataria, per la tracciabilità delle retribuzioni dei lavoratori.

Quest’ultima proposta di legge, che ho depositato nel 2013 e che finalmente è stata approvata alla Camera e ora passa al Senato, ha un valore particolarmente importante perché previene e impedisce un abuso purtroppo molto comune all’interno del mercato del lavoro italiano: corrispondere ai lavoratori una contribuzione inferiore rispetto a quella effettivamente dovuta e prevista dalla busta paga.

Un fenomeno ancora troppo diffuso nel mondo del lavoro dipendente, molto di più di quello che emerge, perché l’emersione è legata alla denuncia dei singoli, che superano la paura della perdita del lavoro, e alle indagini della magistratura.

La legge, che prevede l’obbligo per i datori di lavoro di pagare lo stipendio ai lavoratori tramite strumenti tracciabili, impedirà ogni futuro abuso perché lo preverrà grazie all’uso della tecnologia che in questo caso tiene insieme modernità e diritti grazie a trasparenza e a controlli incrociati.

Il provvedimento elenca tre metodi: bonifico bancario, pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale, assegno, e dice che la firma sulla busta paga non corrisponde a prova a discarico.

Impedire i ricatti alle persone nel mondo del lavoro vuol dire anche favorire e sostenere le imprese sane, danneggiate da una concorrenza sleale di chi guadagna sulla pelle dei lavoratori e delle lavoratrici.

Una legge importante dunque che riguarda la dignità e i diritti del lavoro, così come altre leggi che hanno contraddistinto questa legislatura: quella contro le dimissioni in bianco,  la legge contro il caporalato, con la scelta del jobs act e di tutti i provvedimenti che favoriscono il rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Proposta di legge: Decaro ed altri: Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica (A.C. 2305-A/R); e delle abbinate proposte di legge: Realacci ed altri; Bratti ed altri; Cristian Iannuzzi ed altri; Scotto ed altri; Busto ed altri (A.C. 73-111-2566-2827-3166) 

La quantità di tempo che gli italiani dedicano a spostarsi nelle città è esorbitante. Si calcola che ogni cittadino italiano dedica a spostarsi dentro le città più o meno cinque anni della propria esistenza.

È dunque importante riuscire a intervenire sulla mobilità urbana, fare in modo che questa sia riconvertita in una versione più moderna e più efficiente. Con questo progetto di legge in primo luogo si riordinano le competenze allo Stato italiano, competenze che in parte esistevano, ma in maniera disarticolata. Spetterà al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sviluppare la pianificazione e occuparsi stabilmente di questa materia. Vengono stabilite anche le competenze di Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni. Come ha dichiarato il Ministro per le infrastrutture e i trasporti Graziano del Rio «la ciclabilità diventa prioritaria nelle città e per il turismo».

La Camera ha approvato il 14 novembre 2017 un provvedimento in cui si definiscono i due principali settori di applicazione della mobilità ciclistica, il primo riguarda la mobilità quotidiana, quella degli users, quella dei cittadini che ogni giorno si muovono. L’altro filone è quello che interviene sul territorio italiano definendo per la prima volta una rete, che copre l’intero territorio, di più o meno 16 mila chilometri di “ciclovie”, parola nuova, che rappresenta appunto un itinerario cicloviario, ma non necessariamente una pista ciclabile, un itinerario per le biciclette che percorre tutto il Paese, prevalentemente con finalità turistiche. Lo Stato assume il compito di realizzare la Rete cicloviaria italiana, che si definisce con questa legge Bicitalia, e che non è altro che l’estensione nel nostro Paese della rete cicloviaria Eurovelo.

Come ha affermato il relatore, Paolo Gandolfi, PD, «finalmente si dà al nostro Paese un quadro legislativo di riferimento di standard e di qualità tale da permettere di affrontare in maniera più risoluta il gravissimo problema della mobilità in ambito urbano, garantire maggiore sicurezza ai nostri cittadini nel momento in cui decidono di muoversi anche con un mezzo differente dall’automobile, assicurare complessivamente maggiore qualità alle nostre aree urbane, riducendo la presenza del traffico e l’inquinamento atmosferico, e facendo sì che la mobilità urbana diventi qualcosa di efficiente, che dia maggiore produttività, forza e capacità di funzionamento alle nostre aree urbane». Approfondisci qui

Proposta di legge: Businarolo ed altri: Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato (A.C. 3365-B)

È diventata legge, dopo l’approvazione in seconda lettura da parte della Camera il 15 novembre 2017, la proposta che introduce una nuova disciplina sulla protezione da discriminazioni o ritorsioni dei lavoratori che segnalano illeciti. Il testo nasce da una iniziativa del M5S, alla quale si è affiancato, con una specifica proposta di legge, il Partito Democratico, che ha contribuito in modo significativo a definire i contenuti del provvedimento diventato legge. Il tema della disciplina della segnalazione degli illeciti è progressivamente emerso nell’ambito del dibattito sulle misure volte al contrasto della corruzione ed è stato posto, negli anni, dalle istituzioni europee. L’Italia si era mossa per tempo con la legge n. 190 del 2012, la cosiddetta legge Severino, che introdusse una normativa relativa alla tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti. Si è trattato di un primo importante intervento che, però, non trovava applicazione nel settore privato e che necessitava di alcune integrazioni e revisioni legate anche all’evoluzione della normativa sul pubblico impiego. La legge approvata si fa carico di questa esigenza, anche alla luce delle indicazioni emerse nel corso del dibattito svoltosi in entrambi i rami del Parlamento. Si tratta, infatti, di una normativa assai più ampia di quella vigente, che intende individuare un punto di equilibrio con la legislazione del lavoro e con le altre discipline settoriali che prevedono obblighi o facoltà di segnalazione, la normativa penalistica e sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. In sintesi, le novità riguardano l’integrazione delle norme già previste dalla cosiddetta “Legge Severino” (legge n. 190 del 2012 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione”) per i lavoratori del settore pubblico e l’introduzione di forme di tutela anche per il settore privato. Approfondisci qui

Proposta di legge: Di Salvo ed altri: Disposizioni in materia di modalità di pagamento delle retribuzioni ai lavoratori (A.C. 1041-A)

La Camera dei deputati il 15 novembre 2017 ha approvato in prima lettura un provvedimento che stabilisce l’obbligatorietà per i datori di lavoro di procedere al pagamento delle retribuzioni esclusivamente attraverso modalità tracciabili: bonifico bancario; pagamento in contanti presso un istituto bancario indicato dal lavoratore o assegno.

Obiettivo della proposta di legge è quello di contrastare la pratica diffusa tra alcuni datori di lavoro di corrispondere ai lavoratori, sotto il ricatto del licenziamento o della non assunzione, una retribuzione inferiore ai minimi fissati dalla contrattazione collettiva, pur facendo firmare una busta paga dalla quale risulta una retribuzione regolare.

Come notato da Titti Di Salvo (PD), prima firmataria della proposta di legge, «tale prassi deprecabile rappresenta un grave danno per i lavoratori i quali vengono non solo depauperati di parte del lavoro prestato, ma sono lesi nella loro dignità e nel diritto a una giusta retribuzione, in violazione degli articoli 1, 35 e, soprattutto, 36 della Costituzione. Al contrario, la corresponsione di una retribuzione inferiore si risolve in un vantaggio illecito per il datore di lavoro»

Secondo la relatrice, inoltre, on. Valentina Paris (PD), «la tracciabilità delle modalità di pagamento, dal nostro punto di vista, si inserisce in questo tentativo fatto con tanti altri provvedimenti: penso alle norme contro il caporalato, penso ovviamente alle dimissioni in bianco e a tutte quelle norme … che hanno consentito ai lavoratori di essere meno soli di fronte ad un abuso subito». Approfondisci qui

Proposta di inchiesta parlamentare: Scanu ed altri: Modifiche alla deliberazione della Camera dei deputati 30 giugno 2015, recante istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini, con particolare attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni (Doc. XXII, n. 80)

“Il provvedimento di cui oggi ci avviamo alla votazione finale in Assemblea consiste nella proposta di modifica dell’articolo 4, comma 1, della deliberazione della Camera dei deputati del 30 giugno 2015 istitutiva della Commissione d’inchiesta sugli effetti dell’uranio impoverito e altre patologie, che stabilisce il termine dei suoi lavori al fine di far coincidere tale termine con il termine della legislatura poiché il termine sarebbe stato il 16 dicembre. Quindi, una proroga perché si possano terminare i lavori. Conseguentemente, viene proposta una modifica dell’articolo 6, comma 1, della stessa deliberazione per attribuire alla Commissione le risorse finanziarie necessarie alla prosecuzione della sua attività sino alla fine della legislatura.

Crediamo sia necessario, importante e doveroso proseguire e terminare questo lavoro, proprio perché è stato un lavoro ampio e produttivo di cui hanno dato conto tutte le relazioni che abbiamo presentato ma che ha bisogno di un ulteriore tempo, necessario per concludersi esaustivamente e per lasciare un segnale fattivo del lavoro fin qui svolto.” Continua a leggere qui la dichiarazione di voto

Proposta di legge costituzionale: Alfreider ed altri: Modifiche allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol in materia di tutela della minoranza linguistica ladina (A.C. 56-D)

“Stiamo parlando di una proposta di legge costituzionale che modifica lo Statuto della regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol per una più piena tutela delle minoranze linguistiche di questa regione. Penso che su questo punto dobbiamo esprimere l’apprezzamento anzitutto all’iniziativa del collega Alfreider, della collaborazione positiva con il Governo, di tutti quelli che hanno contribuito nelle Commissioni e in Aula ad arrivare a questo testo, come è stato detto, sia da parte della maggioranza che da parte dell’opposizione.

Penso che possiamo oggi essere orgogliosi dell’atto che stiamo compiendo, per due ragioni. Primo, perché il sistema della Repubblica italiana di tutela delle minoranze linguistiche che è nato con la Costituzione italiana, con gli statuti delle autonomie speciali e che è stato variamente rafforzato dalle politiche attive ha funzionato e oggi noi possiamo guardare a testa alta e presentarci come un modello positivo nei confronti dei tanti conflitti che drammaticamente si aprono nel continente europeo, non ultimo quello della Catalogna che è stato menzionato.

La via giuridica alla convivenza pacifica, la via del rispetto della Costituzione e della trasformazione dinamica delle leggi di rango costituzionale è la via italiana, con cui l’Italia ha risposto anche a stagioni drammatiche che hanno visto anche episodi di terrorismo, e solo la scelta da parte di tutti i gruppi della via pacifica, della via giuridica della responsabilità collettiva ha consentito oggi di avere questo modello, che noi vogliamo non modificare, ma implementare qui, per quell’idea di un’autonomia dinamica e progressiva che comprende che la tutela dei diritti fondamentali, compresa quelle delle minoranze, ha bisogno di un costante aggiornamento.” Continua a leggere qui la dichiarazione di voto

Ratifiche

Sono stati approvati i seguenti disegni di legge di ratifica:

Disegno di legge: S. 2184 – Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Ministero dell’interno della Repubblica italiana e il Ministero della difesa nazionale della Repubblica di Colombia in materia di cooperazione di polizia, fatto a Roma il 28 maggio 2013 (A.C. 4462); Disegno di legge: S. 2052 – Ratifica ed esecuzione dell’Accordo complementare del Trattato di cooperazione generale tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica della Colombia relativo alla cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 29 luglio 2010 e a Bogotà il 5 agosto 2010 (A.C. 4461); Disegno di legge: S. 1828 – Ratifica ed esecuzione dei seguenti Accordi: a) Accordo di coproduzione cinematografica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica federativa del Brasile, con Allegato, fatto a Roma il 23 ottobre 2008; b) Accordo di coproduzione cinematografica tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica di Croazia, con Allegato, fatto a Zara il 10 settembre 2007; c) Accordo di coproduzione cinematografica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo dello Stato di Israele, con Allegato, fatto a Roma il 2 dicembre 2013; d) Accordo di coproduzione cinematografica tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica d’Ungheria, con Allegato, fatto a Roma l’8 giugno 2007 (A.C. 4463); Disegno di legge: S. 2051 – Ratifica ed esecuzione dell’Accordo sulla cooperazione militare e di difesa tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica gabonese, fatto a Roma il 19 maggio 2011 (A.C. 4464);

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